Lasciarsi guidare dallo spazio

Tante volte i nostri clienti ci portano a vedere diverse tipologie di appartamenti che vorrebbero acquistare per poi ristrutturare in modo da poter personalizzare lo spazio e adattarlo alle loro esigenze ed insieme facciamo le dovute valutazioni sui costi su ciò che si vede in quello spazio e sulle aspettative che nutriamo.

Ogni volta è diverso ma allo stesso tempo entusiasmante vedere come possiamo reinterpretare lo spazio. Una ristrutturazione radicale ci permette di gestire al meglio lo spazio di sfruttarlo completamente e spesso mettendo a nudo la struttura scopriamo altri spazi che rimangono celati dalla storia dell’appartamento come ad esempio doppi soffitti, nicchie o passaggi che possiamo utilizzare nuovamente.

Qui vi propongo un esempio concreto di come abbiamo scoperto un nuovo spazio da reinterpretare.

La tipologia abitativa dello stato di fatto era con camere passanti spazi divisi e ridivisi anche un pò angusti .

Frequenti cambi di pavimentazioni e ribassamenti in gesso nascondevano una struttura che poteva permettere una visione diversa degli spazi, una visione più dilatata senza dover rinunciare ad esempio al numero di stanze o al numero di servizi.

 

Mettendo a nudo la struttura abbiamo visualizzato uno spazio che aveva delle grandi potenzialità, godeva di una luce incantevole si respirava un aria tutta diversa. Ricordo ancora lo stupore della mia cliente che non smetteva di fissare l’orditura delle volte. Il desiderio è stato quello di non coprirle più e di usare anche lo spazio in verticale.

Abbiamo quindi scelto di aprire il più possibile gli ambienti l’uno verso l’altro giocando con le diverse altezze.

 

Per non appesantire la struttura abbiamo realizzato soppalchi in travi di ferro e pavimentazione lignea per le scale di collegamento tra le porzioni di soppalco abbiamo scelto il vetro trasparente per permettere alla luce di passare e per ottenere un risultato ancora più snello e contemporaneo.

Tutto era pensato per la condivisione degli spazi in armonia e in continua dialettica gli uni con gli altri senza peraltro rinunciare all’individualità di ognuno.